Perché il Corano paragona la Terra a una culla

Per migliaia di anni, fino a soli 200 anni fa, l’umanità era convinta che la Terra fosse completamente immobile e che il Sole e tutto l’universo girassero intorno ad essa. La teoria geocentrica dominava senza discussioni. Nei secoli recenti Galileo e Copernico cercarono di confutarla, ma furono duramente repressi dalla Chiesa. Solo nel secolo scorso, grazie ai progressi dell’astronomia e degli strumenti cosmologici, si è scoperto che la Terra ha due tipi di movimento:

  • rotazione sul proprio asse
  • rivoluzione intorno al Sole

Eppure, già 1400 anni fa il Sacro Corano, nella Sura Tā-Hā, aveva paragonato la Terra a una «culla» (mahd):

Traduzione italiana (Hamza Roberto Piccardo – versione ufficiale approvata UCOII, usata anche su quranenc.com e surahquran.com): «Colui che vi ha fatto della terra una culla, vi ha tracciato sentieri e ha fatto scendere dal cielo acqua con la quale abbiamo fatto germogliare coppie di piante diverse.» (Sura Tā-Hā 20, versetto 53)

Fino a poche decine di anni fa, le culle tradizionali per neonati erano costruite in modo da dondolare continuamente su un arco semicircolare, senza mai stare ferme. Questo dondolio rinfrescava il bambino e lo spostava da un lato all’altro della culla. Allah, l’Altissimo, scegliendo la parola «culla» (mahd) invece di «tappeto», «stuoia» o «ciotola», ha indicato chiaramente che la Terra non è immobile, ma è in movimento. Se fosse stata ferma, il Corano avrebbe potuto paragonarla a un «piatto», a una «coppa» o a un «vassoio», oggetti perfettamente statici.


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